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[Consigli] – Sul Karting – Quarta Parte

Continuando in questa carrellata di informazioni, di regola, quando si sostituisce il pistone, è buona cosa lappare anche il cilindro, per ripristinare quelle rigature incrociate che servono a trattenere l’olio per la lubrificazione.

In molti casi, quando il cilindro è usurato, si rende necessario rigenerarlo con il rifacimento del Nikasil.

Anche qui ho visto approfittatori che chiedono cifre esorbitanti per questo lavoro.

Premetto che questo trattamento è stato brevettato dalla ditta Mahle che ha una grande esperienza. Personalmente ho sempre fatto capo a questa ditta per questo tipo di cilindri, con ottimi risultati. Il costo è leggermente superiore rispetto a certe ditte che si trovano in Italia, ma il lavoro è fatto ad opera d’arte e soprattutto ha un’ottima tenuta anche a caldo. Inoltre tutte le luci vengono rifinite dai depositi di questo materiale, quindi si può montare il cilindro senza nessuna preoccupazione.

Ricordarsi che ogni qualvolta si toglie il cilindro per la sostituzione del pistone,  sarebbe opportuno pulire accuratamente il collettore di scarico e il tratto di cilindro che va dalla luce di scarico fino al collettore.

Quando poi si rimonta il cilindro, stringere i dadi, che lo fissano ai prigionieri del carter dopo averli lubrificati, alla la coppia prescritta dal costruttore.

Anche qui bisogna aprire una parentesi perché, sicuramente qualcuno si chiederà come si fa a stringere i dadi dato che non è possibile entrare con una chiave normale da applicare alla dinamometrica.

Qui bisogna ingegnarsi un po’ e costruirsi una chiave che permetta di eseguire questo lavoro. Basta prendere esempio dalla Ducati che per i suoi motori bicilindrici vende un modello di chiave per stringere i dadi della testa fatta in questo modo. Ovviamente quella della Ducati è di una misura più grande, ma vale quale esempio di come costruire la chiave.

Secondo la mia personale esperienza, è molto importante stringere i dadi alla coppia prescritta con sistema ad X, come insegnano i giapponesi.

Dopo aver montato il cilindro, verificare che al PMI (punto morto inferiore) il pistone apra completamente le luci e non ci siano scalini tra il bordo superiore del pistone e il bordo inferiore di ogni singola luce. Per regolare questa imperfezione, ogni singolo costruttore fornisce guarnizione di base del cilindro di diversi spessori, che combinati tra loro si riesce a livellare pistone e luci.

Ora rimane da installare la testa. Giova ricordare che il volume della testa con inserto non può essere meno di 11 cm3. Prima di verificare questo dato, è sicuramente meglio controllare lo squish con il solito ponticello di stagno. Una volta impostato lo squish (come meglio uno crede, ma ci cono altri fattori che entrano in considerazione per la determinazione dello spessore)  mediante tornitura del piano testa o regolato mediante l’inserimento delle apposite guarnizioni che alcuni costruttori mettono in vendita, resta da verificare il volume della testa con l’apposita buretta graduata.

Anche qui raccomando di lubrificare con un buon grasso gli anelli di tenuta tra cilindro e testa e di stringere le viti con l’apposita chiave dinamometrica regolata alla coppia di serraggio che fornisce il costruttore.

Rimane poi da regolare l’anticipo di accensione avvalendosi di un comparatore da inserire nel foro della candela e terminata questa operazione si può montare la candela d’accensione, lubrificando il filetto con del grasso a base di rame e stringere con la chiave dinamometrica come già spiegato in queste pagine.

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Evan DeCiren

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